Perchè sciopero il 30 ottobre

Anche se la ministra Gelmini fa finta di non capire perchè tanta disapprovazione nei confronti ddl 137 (Tremonti però è il vero autore legge133) vagando fra reti televisive dove giornalisti genuflessi le fanno raccontare le sue verità senza contraddittorio…

…ci vuol poco a capire che il decreto legge è  una scure sui “costi” della scuola. Peccato che la scuola non è un costo, ma un investimento sul futuro dei ragazzi e del nostro paese.

Peccato propagandare per riforma, un vero e proprio arretramento pedagogico della scuola elementare. Peccato perchè la scuola elementare funziona.

Peccato che la ministra non capisca perchè tagliando il tempo-scuola  si riduce la possibilità di successo scolastico dei ragazzi che vengono da famiglie culturalmente svantaggiate.

Evidentemente è poco informata oppure esegue solo i diktat che le manda il Ministro Tremonti

il risultato di uno studio condotto su un campione di adolescenti e pubblicato dalla Banca d’Italia del giugno scorso informa: •I figli di genitori con la sola licenza media ripetono l’anno con una probabilità dieci volte superiore a quella dei figli di genitori laureati. •

Tuttavia, osserva l’autore dell’indagine, Sauro Mocetti,

•Ia frequenza del tempo prolungato, buone infrastrutture scolastiche e insegnanti con contratti a tempo indeterminato (cioè la continuità didattica) favoriscono i ragazzi che vengono da famiglie culturalmente svantaggiate. •

e ancora..

…”il tempo pieno o prolungato nella scuola elementare rappresenta un’opportunità per migliorare l’istruzione e colmare gli svantaggi culturali, specialmente per gli studenti che vengono da famiglie meno istruite”

ricordo a chi non lo sapesse perchè in Italia esiste una scuola pubblica infatti l’Articolo 3 della Costituzione recita

“…È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Ci sono molti altri elementi negativi in questa “riforma” ma come docente mi basta e avanza la perversa idea di credere che con meno ore di scuola si crei un cittadino più preparato per il suo futuro, per questo

aderisco alla sciopero del 30 ottobre 2008

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Considerazioni mie

Sono stata alle elementari con la maestra unica: erano i” favolosi” anni ’60, per me non è stato male, ma ricordo bene che lei seguiva solo i bambini bravi (io ero una di quelli), mentre quelli con difficoltà erano lasciati al loro destino. Ho incontrato molti anni dopo una cara compagna di quella classe e mi sorpresi, quando scoprì che lei era proprio una di quei bambini trattati con meno attenzione e mi sorpresi ancor di più quando mi disse che aveva voluto diventare una maestra proprio per cancellare il dolore del suo ricordo.

Quando avevo 11 o 12 anni e mi interrogavo sulla vita, mi chiedevo perchè mai  delle mie compagne facessero fatica a studiare cose che a me parevano facili; nessuno sapeva darmi una risposta ,io personalmente  non mi consideravo poi così brava a scuola. Mi spiaceva per loro perchè erano mie amiche e non sapevo cosa fare. Solo qualche anno dopo ho capito: la differenza dipendeva dal retroterra culturale. La disillusione fu forte. Tutti gli esseri umani nascono eguali, ma la culla li rende diversi. Fu doloroso capirlo.

Le classi oggi come ieri sono numerose, ma negli anni ’60 nessuno fiatava in classe, punizioni severe erano sempre dietro l’angolo. Un maestro da solo con 30 bambini per ottenere disciplina creerà un bel clima di terrore. E i bambini si pisceranno addosso come ai bei vecchi tempi!

Quando la scuola finirà alle 12,30 molti bambini torneranno a casa, ma non troveranno più la mamma che li aspetta perchè non siamo più nei mitici anni sessanta: oggi le donne lavorano fuori casa perchè sono più istruite di un tempo e  perchè oggi un solo stipendio in casa può non essere più sufficiente. e le donne separate che faranno? E chi non ha un sostegno famigliare?

Se ci sarà un doposcuola che qualità avrà sul piano didattico culturale? Le cooperative che li gestiranno, di che livello saranno?

Le bugie hanno sempre avuto le gambe corte, no?.  Sarà doloroso scoprirlo. La ministra afferma che gli insegnanti che non saranno più sulle classi, faranno le ore pomeridiane. Ma chi li paga se lei li ha licenziati? I comuni? ma se sono senza soldi! non dimentichiamoci che da questo governo è stata tagliata totalmente l’ICI  che era l’unica entrata diretta dei comuni che finanziava i servizi sociali.

Cosa farà un bambino con un pomeriggio lunghissimo davanti a se? Se la sua famiglia avrà la disponibilità farà sport, teatro, se la sua famiglia non avrà un reddito adeguato e cultura  per proporre queste cose, guarderà la TV ( ma negli anni ’60 la TV dei Ragazzi cominciava alle 16,30 e finiva un’ora dopo e poi non c’erano più trasmissioni fino a sera) – o giocherà con la PS da solo (negli anni ’60 i cortili erano pieni di bambini )

I maestri possono essere bravi ma non tuttologhi! inglese musica ginnastica arte ecologia sono tutte cose che nel passato non si studiavano.

Mio figlio durante le elementari, per due anni, ha avuto la possibilità di seguire dei corsi di nuoto al mattino con tutta la sua classe, un solo insegnante come potrà  con 24 ore settimanali offrire quest’esperienza?

..ma perchè soldi per i banchieri malfattori, per i manager esosi, per le aziende decotte si trovano sempre e subito, ma per la scuola mai?

Peccato che le razionalizzazioni di spesa siano sempre sui servizi che ricevono tutti i cittadini.

Leggi l’articolo che riporta il lucido discorso di Calamandrei e capirai come e perchè si può volere distruggere la scuola pubblica

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